“Un karma pesante” Autrice: Daria Bignardi Casa Editrice: Mondadori data di pubblicazione: 14 ottobre 2011 pagine: 212
“Quando ha sentito che a novembre compio quarantadue anni mi ha guardata negli occhi e ha detto: ‘Quarantadue è multiplo di sette. Sarà un anno di grandi cambiamenti: stai pronta, Eugenia’.” Eugenia Viola non crede nei multipli di sette, ma è sempre stata fin troppo pronta a mettersi in gioco. Era un’adolescente segnata da un dolore prematuro e ossessionata dalla ricerca della propria identità: oggi è una donna spericolata eppure saggia. Ciò che sa fare meglio, quel che le toglie il sonno, è il suo lavoro di regista. Ma quando improvvisamente la vita la obbliga a fermarsi, il film che ci racconta è quello dei tanti pezzi di sé lasciati per strada. La tredicenne affascinata dall’oscuro protagonista di un romanzo russo, la ragazza che parte per Londra in fuga dalla malattia del padre, la ventenne inquieta che approda nella Milano dei profondi anni Ottanta e poi nella New York degli anni Novanta. Fino al presente rigoroso, assediato dalle nevrosi degli Anni Zero ma riempito dall’amore imperfetto per Pietro e per le figlie Rosa e Lucia, le uniche capaci di ancorarla a terra. “Un karma pesante” getta uno sguardo insolito e brillante sui nostri ultimi trent’anni ed è insieme la storia di una donna spietata con se stessa ma teneramente fragile, allegra, materna, tanto dolorosamente vicina all’autenticità della vita che abbiamo l’impressione di conoscerla almeno quanto conosciamo noi stessi.
Daria Bignardi nasce a Ferrara. Lavora come giornalista e in tv dal ’91. Ha diretto il mensile “Donna” e scrive su “Vanity Fair”. Il suo primo romanzo “Non vi lascerò orfani (2009), ha vinto il Premio Rapallo Carige, il premio Elsa Morante e il premio dei Librai Città di Padova.
“Sono viva, ma stressata. E rimbambita. Io non ci l’ho il fisico per fare “Tutto” si fa per dire: figlie e lavoro. Ci sono molte cose che ho trascurato, nella vita. Cose importanti: bellezza, armonia, amore.”
Nel romanzo “Un karma pesante” di Daria Bignardi, edito da Mondadori, ci immergiamo nella vita di Eugenia, una donna di quarant’anni con tutto ciò che sembra possa desiderare: famiglia, lavoro, amici e benessere finanziario. Tuttavia, dietro questa facciata di appagamento, si nasconde un’insoddisfazione che la tormenta e che la porta ad affrontare attacchi di panico e crisi nervose.
“Era un dolore che non potevo sopportare. Decisi di ammalarmi anch’io e fu un procedimento semplice e veloce: mi misi nelle condizioni di morire per prima. O tutto o niente.”
Attraverso una serie di capitoli che raccontano la vita di Eugenia, l’autrice ci introduce nella complessità della protagonista. Dalla sua giovinezza turbolenta fino agli eventi significativi della sua vita adulta, il romanzo ci offre uno sguardo approfondito sulle esperienze di Eugenia. Nonostante la sua forza e determinazione, emerge la sua profonda insicurezza, evidenziando la tensione tra il suo successo esteriore e il suo disagio interiore.
“Non credo alla teoria degli opposti che si attraggono: noi non ci sopportiamo. Siamo l’uno l’incarnazione del fatto che l’altro è un fallito e la sua visione del mondo è un disastro. Ci ringhiamo contro per ogni stupidaggine, stiamo male. Eppure siamo ancora insieme, e abbiamo due bambine.
La narrazione scorre agevolmente, permettendo ai lettori di immergersi nella storia in pochi giorni. Tuttavia, nonostante i buoni spunti e il messaggio trasparente, il romanzo sembra mancare di un elemento distintivo che lo renda davvero memorabile. La trama si svolge in modo lineare, ma non riesce a offrire nuove prospettive o spunti di riflessione profondi.
Il romanzo sembra mancare di quella scintilla capace di catturare pienamente l’attenzione del lettore. Le tematiche affrontate sono riconoscibili e ben presentate, ma non riescono a dare un contributo significativo alla discussione sulle sfide e le complessità della vita moderna.
“Nessuno sopporta il tuo dolore, la tua tristezza, nemmeno chi ti ama di più. Soprattutto chi ti ama di più. E’ più facile che a darti una mano sia il primo che passa, che quelli che ti vogliono bene.”
Purtroppo questo romanzo non mi ha convinta, forse avrei dovuto iniziare con il suo libro d’esordio visto che è stato quello che l’ha condotta al successo… Lo leggerò visto che è già tra gli scaffali della mia libreria… Buona lettura!
Jenny Citino è la responsabile editoriale della rivista on-line "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.
Ha conseguito i seguenti corsi di formazione:
"Lettura e benessere personale come rimedio dell'anima"
" Avvicinare i bambini alla lettura con i racconti di
Gianni Rodari"
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