
“Essere fiore è profonda responsabilità.”
In una manciata di parole, Emily Dickinson riesce – come sempre – a dire l’essenziale. A ricordarci che la bellezza, la fragilità e la forza possono convivere, e che anche il più semplice dei fiori porta con sé un compito importante: quello di esserci. Di fiorire, nonostante tutto.
Un fiore è molto più di un elemento decorativo. È memoria delle radici che lo hanno nutrito, della terra che lo ha accolto, della luce che ha cercato anche quando sembrava lontana. Un fiore è promessa: sa che, dopo l’inverno, tornerà un’altra primavera. E in quel sapere c’è tutta la sua forza.
Essere fiore, allora, è anche un atto di fiducia. È la capacità di resistere al freddo, al buio, al silenzio dell’attesa, sapendo che la rinascita arriverà. È accettare la delicatezza come forma di potere. È esporsi al mondo, con grazia, anche quando il vento soffia forte.
In ognuno di noi c’è qualcosa di floreale: un desiderio che preme per sbocciare, un sogno che attende la stagione giusta, una parte fragile che chiede solo di essere vista. E forse questo è il vero significato del verso di Dickinson: non sottovalutare mai la responsabilità di crescere, di portare colore, di lasciare una traccia, anche piccola, anche silenziosa.
Perché sì, essere fiore è responsabilità.
Ma è anche speranza, resistenza, poesia.
E un giorno, quando tornerà la tua primavera, fiorirai.
E il mondo sarà un posto più bello, solo per questo.
Buon sabato a voi!